Bulimia

Impulso irresistibile al cibo a cui il soggetto risponde con una sovralimentazione continua, che porta all’obesità .

In ambito psicoanalitico si è soliti leggere la bulimia come una fissazione (arresto del desiderio sopra q.sa) o regressione allo stato orale (possesso dell’oggetto tramite ingestione, atteggiamento tipico dei bambini fino a due anni).

In ambito psichiatrico si è invece constatata la frequente associazione tra bulimia e stati depressivi o ansiosi, per cui si incarica il cibo di riempire un vuoto o di placare l’ansia.

Si suppone che la bulimia sia la tendenza sottesa e negata in ogni comportamento anoressico, dove l’ingestione di cibo è accompagnata da vomito compensatorio autoprovocato o dall’assunzione di purganti.

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